giovedì 27 agosto 2009

Il riccio che è in noi


Ieri, in pausa pranzo al bar vicino all'ufficio, al tavolo accanto al mio c'era una signora che stava leggendo L'eleganza del riccio, il bel libro di Muriel Barbery di un paio d'anni fa (in arrivo a breve la trasposizione cinematografica). Per inciso, la sconosciuta lettrice sembrava essa stessa proprio la protagonista del libro, la portinaia Renée. A parte i capelli spudoratamente finto-biondi sembrava proprio lei in persona, con un'aria dimessa e quasi trasandata, una corporatura tozza che portava i segni di numerose e sostanziose trasgressioni alimentari.
Inevitabile far tornare alla memoria il libro e la pletora di personaggi che davano vita al racconto. La ragazzina-genio e il suo nichilistico diario ultra erudito, gli abitanti del condominio della "Parigi-che-conta", il nuovo inquilino giapponese... Stop, mi fermo qui sennò dico troppo del libro.
L'idea della portinaia che cela sotto il suo aspetto trasandato e dimesso una cultura sfolgorante è decisamente affascinante e mi ha coinvolto fortemente durante la lettura del libro. Perchè va a colpire quel nervo scoperto che in tutti noi è rappresentato da una sana dose di esibizionismo. Chi non vorrebbe essere come Renée e al momento buono sfoderare riferimenti e citazioni dotte, precise e illuminanti? Chi non vorrebbe coltivare i suoi interessi culturali e/o personali pur mantenendo un'immagine esteriore dissimulata e anonima, salvo poi sfoderare virtute e conoscenza al momento buono? Forse sto generalizzando troppo allargando a chiunque un mio segreto desiderio-aspirazione. Però mi piace pensare che in realtà tutti noi coltiviamo in segreto un'aspirazione simile, magari che spazi in svaraiati campi (dall'arte alla cultura, dalla cucina alle competenze informatiche), ma sostanzialmente non dissimile dalla mia. In fin dei conti tutti noi siamo dei ricci che tendiamo ad attivare una barriera difensiva dal mondo esterno che ci viene di volta in volta a sfiorare e -chissà- talvolta anche a collidere, nel tentativo di celare in tutto o in parte la nostra natura, le nostre attitudini e la nostra conoscenza. Forse questo è il motivo principale della bellezza del libro, forse perchè un bel libro deve (o riesce) sempre a dirci qualcosa di noi stessi, prima ancora che dei personaggi.
Unica nota stonata -a mio modesto avviso- un non lieve sentore di ostentata saccenza che l'autrice trasmette qua e là. Specie quando di pagine e pagine di particolari approfondimenti non se ne avvertiva il bisogno nell'economia dello sviluppo narrativo. Ma è solo una mia opinione, of course.
Buona lettura, ricci!

P.S.: perchè è in uso l'espressione "scopare come ricci"? Chi è che si prende la briga di annotare la frequenza e le modalità delle abitudini sessuali dei ricci al punto da coniarne un detto popolare? Mah...

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Volpe,
Sull'espressione scopare come ricci non mi pronuncio ma sul libro della Barbery devo dire che non mi è piaciuto per niente soprattutto per lo sfoggio cinico e grossolano di saccenza e più che altro il romanzo mi è sembrato un'offesa per la nobile categoria delle portinaie per i novelli vicini giapponesi e per le ragazzine in crisi adolescenziale.I personaggi che ne escono meglio sono senz'altro i "cattivi". Il libro mi è stato regalato da una mia amica proprio perchè nel giro io vengo definita da sempre un riccio. Siccome sono pur sempre un riccio elegante non mi sono troppo dilungata sul giudizio, da vero riccio.. (Lunapiena)

Anonimo ha detto...

Capisco il tuo punto di vista complessivo sul libro. Mentre non afferro perchè tutta quella gente che hai elencato dovrebbe sentirsi offesa. Portinaie, Giapponesi e Ragazzine varie... Da quando una portinaia, un giapponese o una ragazzina sono elette a rappresentare l'intera categoria universale al punto tale da doversi offendere?
(volpe56)

Anonimo ha detto...

A me è piaciuto molto "L'élégance du hérisson" ,l'élégance della scrittura ,dei personaggi e la "filosofia" positiva e allegra della Barbery (malgrado la fine).
Ne jamais se fier aux apparences , in italiano : Mai fidarsi alle apparenze ??? Si dice cosi ?
Marc di Francia

Unknown ha detto...

Oui Marc, c'est bien dit. Mai fidarsi delle apparenze...

Ciao!