domenica 18 settembre 2011

Film visti. Carnage ovvero "Scanniamoci pure, ma con classe, please"

Carnage
Regia: Roman Polanski
Cast: Kate Winslet, Christoph Waltz, Jodie Foster, John C. Reilly

Voto: 2,5 su 5



Carnage (carneficina) è stato osannato all'ultima Mostra del cinema di Venezia. Applausi a scena aperta, ovazioni, applausi, e poi ancora applausi, recensioni entusiastiche, voti stratosferici. Sembrava predestinato alla vittoria finale, ma si è arenato di fronte a un film russo definito un vero capolavoro. Vedremo se lo è davvero quando uscirà, se uscirà, al cinema; per il momento occupiamoci di Carnage di Roman Polanski.
Lo dico subito: non mi ha entusiasmato. Per carità, ben girato e soprattutto ben recitato da attori formidabili e credibilissimi, ma nel complesso la prima domanda che mi sono posto è stata: ma è cinema, questo? E se uscendo dalla sala mi trovo a pormi quesiti così "tragici", c'è evidentemente qualcosa che non va.
Carnage è claustrofobico, ristretto in un salotto con -al massimo- qualche puntata in bagno. Un ambiente ristretto come altrettanto ristretta è la storia da raccontare, pressochè inesistente. Due bambini, al parco, litigano e si menano; uno dei due ha la peggio e si porta a casa due denti rotti. Questo è l'antefatto, da qui in poi comincia il film. I genitori si incontrano per mettersi d'accordo sul risarcimento e su un'eventuale punizione dei bambini. Comincia tutto con un fare caramelloso e perbenista, falso quanto irritante, giocato in punta di fioretto e toni forzatamente troppo educati. Pare che tutti parlino dell'accaduto e del da farsi citando un manuale di psicologia spicciola imparato a memoria (io l'ho sempre detto che l'uso esasperato della psicologia nella vita quotidiana rovina le persone...). Il film racconta di atteggiamenti che cambiano e si modificano man mano che i personaggi interagiscono tra loro.

Tutta la carneficina del titolo (tranquilli, è una carneficina virtuale, non scorre sangue a fiumi) si svolge in un appartamento newyorkese perfettino perfettino e con ogni cosa al suo religioso posto, allineata e senza un granello di polvere. I libri non sono libri qualsiasi, ma opere uniche e introvabili. La torta alla frutta non è una torta qualsiasi, ma un capolavoro dell'arte culinaria fatta in casa, le buone maniere non sono spontanee e istintive, ma pilotate e ingabbiate secondo ferree regole formali, alla mamma rompiscatole che telefona in continuazione si risponde sempre con un "ti-voglio-bene" stucchevole quanto falso, i dialoghi sono quanto di più mielosamente stucchevole sia dato da immaginare. Le varie personalità dei quattro genitori vengono a galla sebbene tenute sotto controllo dal perbenismo di maniera in cui sguazzano tutti. Ma poi basta un imprevisto, uno spettacolare colpo di vomito di Kate Winslet o un paio di wisky di troppo di Jodie Foster, per dare la stura a tutta la verità, senza esclusione di colpi. Alla faccia del politically correct....  La cosa paradossale è che non solo le due coppie di genitori entrano in rotta di collisione, ma saltano anche equilibri all'interno delle coppie stesse che portano a schieramenti inaspettati, uomini contro donne e tutti contro tutti. Spunta fuori il Darfur, i principi animalisti, le case farmaceutiche senza scrupoli, gli sciacquoni dei bagni e gli avvocati faccia-di-bronzo, la dipendenza da telefonino.....  "La coppia è la prova più terribile che Dio possa infliggerci, la coppia e la vita di famiglia", sentenzia ad un certo punto uno dei protagonisti. Può bastare?
Insomma, Polanski non ci risparmia niente (secondo me con notevole soddisfazione personale) e ce lo sbatte in faccia senza pietà, aiutato, in questo, da attori bravissimi e convincenti.
Tuttavia, la domanda che mi è sorta spontanea uscendo dalla sala ("...ma è cinema questo"?) rimane. Come rimane anche la frequenza con cui ho guardato l'orologio durante la proiezione. Alla fine, giunti i titoli di coda, mi sono alzato dalla poltrona benedicendo Polanski che ha fatto durare il film solo poco più di un'ora. Conoscendomi, non sono segnali positivi. Tutt'altro. Nel senso che il cervello mi dice che Carnage è un bel film, mentre il cuore (la pancia, l'istinto...) mi dicono che tutta quella leziosa e claustrofobica verbosità in interni mi ha dato sui nervi. Fate voi...

P.S: le immagini finali (sui titoli di coda) dicono molto del film. Non svelerò come va a finire, naturalmente, ma mi rinfranca non poco perchè in estrema sintesi va assolutamente d'accordo con una mia ferma convinzione: nella vita reale, quella di tutti i giorni, fatta anche di bambini che si menano al parco, vale molto di più il buon senso che i dettami di un manuale di psicologia imparato a memoria. E non me ne vogliano gli psicologi...
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