lunedì 18 gennaio 2010

In morte di un amico

E' mancato improvvisamente il mio amico Fulvio. Un ex rugbysta come me (un Old), ma di una generazione precedente alla  mia. Nonostante la forte differenza di età (poteva essere mio padre) ero molto affezionato a lui. O forse era proprio la grande differenza di età che mi portava ad apprezzarlo e a volergli bene. Se ne è andato via all'improvviso dopo che nel pomeriggio di sabato eravamo stati insieme alla partita di rugby del Petrarca, dopo il solito tradizionale terzo tempo, dopo esserci dati appuntamento con gli altri amici per l'indomani, come al solito con il pretesto del nostro amato rugby. Invece nella notte si è sentito male e il suo cuore malandato l'ha tradito. Un caratteraccio intrattabile che spesso scoraggiava gli incauti estranei, una scorza abrasiva e aspra, ma sotto quella scorza una brav'uomo che aveva vissuto intensamente la sua vita, aveva amato intensamente il suo lavoro di dirigente d'azienda e che adesso si godeva gli anni della pensione tra la sua passione dei viaggi e quella del rugby (per non parlare della buona tavola...).
Quando l'ho saputo non volevo crederci. Era talmente inverosimile che ho pensato ad uno scherzaccio grossolano scaturito dalla vena goliardica dei nostri compagni di squadra. La mia prima reazione è stata quella di protestare che su queste cose non si scherza e che era proprio uno scherzo del cavolo.... ma le facce degli altri amici mi hanno fatto capire che non si trattava di uno scherzo di cattivo gusto.
Caro Fulvio, hai passato la palla per l'ultima volta. E' la vita, maledizione. Che ti sia lieve la terra.
-
http://www.ipetrarchi.it/index.php?s=news_dett&page=1

2 commenti:

Francesca ha detto...

Caro Angelo...non c'è molto da dire visto che il tuo amico era mio padre, ma ti ringrazio per questa tua dedica.
Oggi è gia passato un mese e ancora non ci credo...una mia cara amica mi ha lasciato nella mia e-mail questo salmo di Sant'Agostino che esprime il pensiero dei nostri cari che ci lasciano prima di noi. A me piace ricordalo grazie a queste parole.
Francesca

LA MORTE NON E'NIENTE

Io sono semplicemente passato dall'altra parte.
Io sono io, tu sei tu.
Cio' che noi eravamo l'uno per l'altro
noi lo siamo sempre
dammi il nome che mi hai sempre dato,
parlami come hai sempre fatto.
Non usare un tono diverso,
non assumere un'aria solenne o triste,
continua a ridere di cio' che ci faceva ridere insieme.
Prega, sorridi, pensa a me, prega con me.
Che il mio nome sia pronunciato a casa
come è sempre stato,
senza enfasi alcuna,
senza traccia d'ombre.
La vita significa sempre cio' che ha significato.
Essa è cio' che è sempre stata:
il filo non si è spezzato.
Perchè dovrei essere fuori del tuo pensiero?
Semplicemente perchè sono fuori dalla tua vita?
Io non sono lontano,
proprio dall'altra parte della strada...
Tu vedi, tutto è bene.
Tu ritroverai il mio cuore.
Tu ritroverai la felicità piu' pura.
Asciuga le tue lacrime e non piangere se tu mi ami.

Unknown ha detto...

Grazie Francesca. Pensa che proprio ieri sera alla cena del mercoledi la sedia davanti a me è rimasta a lungo vuota con la motivazione che era il posto abituale di Fulvio... In qualche modo è sempre nei nostri cuori e qualunque scusa è buona per ricordarlo.