mercoledì 17 febbraio 2010

Torna l'avvocato Guerrieri

Gianrico Carofiglio ci ripropone le avventure dell'avvocato Guido Guerrieri. L'ultimo capitolo (per ora) da poco uscito nelle librerie si intitola Le perfezioni provvisorie e giunge dopo Testimone inconsapevole, Ad occhi chiusi e Ragionevoli dubbi. Invece svincolati dal personaggio-Guerrieri: Il passato è terra straniera (da cui è stato tratto un bel film con Elio Germano); Nè qui nè altrove (Una notte a Bari). Tutti letti e tutti piaciuti. Personalmente sono un fans dichiarato di Carofiglio del quale apprezzo moltissimo lo stile di scrittura, asciutto ma non povero di descrizioni e coloriture, fluido ma non superficiale, appassionante ma non inquinato dal solito stile thriller di maniera. L'ambientazione dei suoi romanzi è Bari, che ormai ho imparato a conoscere ed apprezzare, quasi ci fossi stato di persona. Via Sparano, il lungomare, il teatro Petruzzelli, S. Nicola, le varie librerie, la zona di Bari vecchia con i suoi dedali di strade e le facce poco raccomandabili che si incontrano... e poi, ancora, certi locali così affabilmente descritti che verrebbe quasi voglia di andare a scovare, se esistessero davvero (chissà...). Devo dire che la lettura di Carofiglio ha contribuito in maniera rilevante a modificare l'idea preconcetta (ahimè) che avevo di Bari, che ai miei occhi incarnava il classico clichè sommariamente negativo di città levantina, a metà strada tra il suk mediorientale e la tipica stereotipata città del sud d'Italia. Invece l'immagine che ne esce è di una città moderna, pienamente al passo con i tempi (nel bene e nel male), effervescente sotto tutti gli aspetti, ricca di cultura come anche, purtroppo, di corruzione e di malavita. Insomma, Bari come specchio fedele dell'Italia, con i suoi pregi e i suoi difetti.
Ma il motivo per amare ed apprezzare Gianrico Carofiglio viene principalmente dai suoi personaggi, avvocato Guerrieri in testa. Sobrietà è la parola d'ordine. Ma non superficialità. Sobrietà nella raffigurazione e caratterizzazione sia del protagonista che delle figure di contorno. Carofiglio riesce a penetrare a fondo nei personaggi senza bisogno di colpi di scena eclatanti o situazioni torbide o sanguinolente. La vita e le situazioni che descrive sono realmente credibili e verosimili. Nulla a che fare con la realtà romanzata, spesso surreale e sopra le righe che ci viene spesso propinata. Trattandosi di un avvocato penalista si potrebbe parlare di fatti di gente non-perbene, rubando e storpiando l'espressione a Mauro Bolognini. Ma sono comunque eventi a dimensione umana, che servono da spunto e da pretesto per raccontare di persone e di personaggi mai banali, ma sfaccettati e sezionati per meglio comprendere ciò che sta loro intorno. Non manca un'incursione nelle vicende personali e sentimentali del personaggio-Guerrieri (avvocato con la passione della lettura e del pugilato), ma anche in questo caso gli accenni sono sempre funzionali alla narrazione e alla costruzione dei personaggi e delle vicende. In quanto avvocato penalista, Guerrieri viene a contatto con quelli che sono i temi ricorrenti della vita italiana contemporanea: la droga, la malavita, il razzismo strisciante, il malaffare, il sottobosco di truffatori di mezza tacca che vivono e si sollazzano tra sfarzo grossolano e macchine lussuose. Il che contribuisce in modo significativo a descrivere "da dentro" una bella fetta della nostra società contemporanea. Non dimentichiamoci che Carofiglio, oltre ad essere scrittore è stato magistrato (o forse lo è tuttora?) e dunque conosce perfettamente il mondo border line che descrive nei suoi romanzi.
Da consigliare a quanti amano leggere storie e vicende italiane, non banali e comunque interessanti e avvincenti. Ma soprattutto per apprezzare la non comune capacità di scrivere di Gianrico Carofiglio.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono anche io una lettrice di Carofiglio e aspettavo da tempo un nuovo romanzo con l'avvocato Guerrieri. Ce l'ho qui e presto lo leggerò. Carofiglio è assai convincente ed ha il grande merito di regalarci strade piazze gente della sua bellissima città in affreschi piacevoli dai toni leggeri ma non superficiali. Il resto lo dice meglio Volpe. (Lunapiena)

Anonimo ha detto...

Ho sul tavolo questo libro, e presto lo leggerò, con grande aspettiva. Ho finitop da poco "Il passtao è una terra..." e devo dire che, per quanto celebrato, mi è piaciuto meno di "Ragionevoli dubbi" il primo di Carofiglio che ho letto, regalatomi da una ragazza di Bari, è che mi è piaciuto davvero. Condivido la descrizione - sobrietà, ma non piattezza - dell'avvocato. Fossero tutti così, e così l'Italia, e così i parlamentari (Carofiglio lo è, del PD).
Flavio