sabato 7 novembre 2009

Film visti. Nemico pubblico

Nemico pubblicoRegia di Michael Mann; con Johnny Depp, Christian Bale, Marion Cotillard (e tanti altri bravi attori caratteristi).
[Voto: 4]

Stati Uniti negli anni '30, quelli della Grande Depressione. Gangster, poliziotti, agenti speciali, mitra, locali fumosi, pupe, jazz. Gli ingredienti ci sono tutti. L'atmosfera che si respira è vivida, reale, credibile. Gli attori sono uno meglio dell'altro, dal protagonista all'ultimo dei caratteristi. Alcune delle loro facce sembrano scolpite nel marmo, esattamente come ci si aspetta che sia. La fotografia è semplicemente splendida, plastica, con grande profondità di campo. Le inquadrature sono curatissime in ogni particolare, ogni dettaglio è studiato, ogni sequenza non è mai banale o improvvisata. La macchina da presa non è mai soltanto descrittiva, ma dentro l'azione, tra gli attori, con gli attori e a noi spettatori ci catapulta dalla poltrona del cinema al centro del set in ogni scena. Il ruggito battente dei mitra Thompson, la musica jazz (splendida l'apparizione di Diana Krall che canta nel night), i macchinoni da otto cilindri con i poliziotti e i gangster susl predellino, i cappelli di feltro in stile Borsalino, Johnny Depp emulo di Clark Gable sprezzante e cinico davanti alla morte.... Splendida l'idea del richiamo nel film ad un altro film, con Dillinger/Depp con baffetto che sorride all'altro baffetto Gable in qualche modo anticipando la brutta fine che avrebbe fatto di lì a poco. Un Michael Mann all'altezza delle sue migliori prestazioni, in pieno cinema polar (Manhunter, Heat, Miami Vice...), per un film assolutamente da non perdere (possibilmente in una copia in versione digitale, per meglio apprezzare tutta la bellezza delle immagini).
Vorrei citare una battuta del film, pronunciata dal direttore dell'FBI al momento di istituire la squadra speciale incaricata di catturare il Nemico Pubblico numero 1, invitandoli esplicitamente a usare qualunque mezzo senza andare per il sottile: come dicono in Italia, è il momento di levarsi i guanti bianchi. Singolare questa citazione così netta e precisa riferita al nostro paese degli anni 30 (l'azione si svolge nel 1933). Da dove nasce questa idea dell'Italia "senza guanti bianchi" attribuita agli americani dell'epoca insolitamente diversa dalla stereotipata icona pizza-mafia-mandolino? Il rimando al ventennio fascista è fin troppo evidente. Singolare che venga ripreso oltre settant'anni dopo dagli sceneggiatori del film (tra i quali lo stesso Mann).
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1 commento:

Unknown ha detto...

l'italia se li tolse i guanti ,eccome ,in etiopia al tempo del negus , la cui incoronazione vediamo brevemente nel cinegiornale sui gmen. mann ha già "giocato " con gli italiani forse anche in miami vice piazzando una bella copia del corsera nel supercovo di montoya. forse è un giochetto ... forse no , comunque lui può permettersi tutto!!!!