domenica 7 ottobre 2012

Film visti. Amore e handicap senza falsi pudori


Un sapore di ruggine e ossa
Regia di Jacques Audiard
Con Marion Cotillard, Matthias Schoenaerts

Voto: 3.5 su 5



Lui è un tipo rozzo e problematico con un figlio piccolo e tanta miseria con cui fare i conti ogni giorno. Lei è una donna di successo, semplicemente splendida e con un lavoro interessante. Lui è povero e marginale, lei è bella e sicura di sé. Non hanno niente in comune. Lui lascia il nord della Francia in cui vive per spostarsi al sud, Lei subisce un drammatico incidente (è istruttrice di orche in un parco acquatico) che le lascia dei moncherini al posto delle gambe e un conto in sospeso con la vita. I due si incontrano e, sebbene così diversi, qualcosa cambia per entrambi. Ciascuno a modo suo e non sempre felicemente, tra i due nasce qualcosa, sia pure tra una ostentata indifferenza al limite dell'insensibilità per Lui e una malcelata sofferenza affettiva per Lei. Malcelata sì, ma che soltanto Lui non vede. Le attenzioni di Alì per Stephanie danno sempre l'impressione di essere in bilico tra la compassione e il non aver niente di meglio da fare. Lei si capisce che forse vorrebbe qualcosa di più che la semplice "ginnastica riabilitativa" (qualunque significato si voglia dare al termine). Tuttavia, sia pure con questa differenza di sensibilità e atteggiamenti, Stephanie riesce con l'aiuto di Alì a trovare la forza di reagire fino ad accettare l'utilizzo di protesi meccaniche per ricominciare a camminare ed avere una vita in qualche modo normale. Non mancano certo gli incidenti di percorso che offrono l'occasione al regista di riflessioni sul tema dell'handicap. Lo spettatore combatte tra la spiazzante insensibilità dell'uno (Alì) e la grande tenerezza che ispira l'altra (Stephanie), che pure lo supporta e lo sopporta nella bieca attività di lottatore da scommesse clandestine. Una bella lotta tra rozzezza e superficialità contro sensibilità e voglia di tenerezza. Fino al drammatico epilogo della vicenda che naturalmente non è giusto rivelare.

Facile andare a cercare confronti e paragoni con uno dei successi della passata stagione cinematografica, quel "Quasi amici" che addirittura rappresenterà la Francia agli Oscar del 2013. Storia di un tetraplegico ricco sfondato e del suo badante fuori di testa e dalle regole che lo porta a dare una svolta alla sua vita di invalido rassegnato e depresso. Atmosfere e personaggi del tutto diversi. Leggero e divertente quel film, sebbene niente affatto banale nella trattazione del tema dell'handicap, duro e drammatico questo lavoro di Jacques Audiard. E coraggioso quando riesce ad affrontare il tema scabroso e delicato della sessualità per il portatore (portatrice) di handicap. Argomento da sempre tabù da evitare o da prendere con le molle. Audiard invece lo affronta di petto e senza false ipocrisie, il che rende ancora più apprezzabile il film. Che è un bel film, va detto chiaramente. Merito, come detto, del regista che riesce a narrare una storia non facile col suo stile rude e diretto senza manierismi e compiacimenti. Merito dei due protagonisti: il ruvido e impenetrabile Matthias Schoenaerts; la brava, bella e adorabile Marion Cotillard. L'attrice francese, sebbene ormai diva internazionale conclamata, si mette coraggiosamente in gioco interpretando un ruolo difficile, quella della protagonista invalida, e soprattutto rischioso professionalmente. Rischioso perchè facilmente sarebbe potuto scadere nella trita recitazione di maniera della sfortunata handicappata. Al contrario, riesce ad essere molto personale e rigorosa, senza banali compiacimenti. ...E che bella che è Marion Cotillard, senza un filo di trucco, al naturale. Vi sono donne dotate di un fascino innato e una bellezza semplice, senza artifici, che non hanno bisogno di trucco e parrucco per emergere con prepotenza. Marion è una di queste.

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