Esiste una lunga diatriba tra motociclisti e automobilisti a proposito della responsabilità di questa strage continua. Gli uni e gli altri si accusano a vicenda senza esclusione di colpi. Ma hanno ragione entrambi, le responsabilità sono equamente distribuite tra le due categorie di guidatori.

Ma questo vale sia per chi va in moto che per va in auto. L'idiozia non fa differenze. Quante volte ho visto auto sbucare da una strada laterale senza osservare lo stop o dare la precedenza. Chi è più arrogante passa per prima e basta. Se a sbattere all'incrocio è un'altra auto, magari tutto si risolve in qualche ammaccatura sulla carrozzeria se la velocità è moderata, ma se c'è di mezzo un motociclista è la sua vita in gioco, non un paraurti. In un attimo si è sull'asfalto e troppo spesso non c'è più niente da fare. Ma è anche vero che troppo spesso certi motociclisti affrontano la strada come se fossero in pista, correndo all'impazzata. Tanti emuli di Valentino Rossi senza averne le capacità o senza una pista a disposizione. Per questo dico che è una lotta alla pari, quella dell'idiozia di chi guida senza rispettare le regole. E chi non ha rispetto per le regole non ha rispetto per sè stesso oltre che per gli altri.
La colpa è solo nostra, non delle moto o delle auto. E' nostra - siamo più o meno tutti automobilisti o motociclisti - che guidiamo in maniera scellerata dei mezzi che oggi sono 100 volte più sicuri di trentanni fa. Eppure l'assurdo anacronismo è che oggi si muore molto di più.
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