domenica 3 luglio 2011

Libri. Un Montalbano in gran forma



Il gioco degli specchi
di Andrea Camilleri
Bello, appassionante. Una vicenda più complessa ed avvincente del solito. Una trama poliziesca con un Montalbano che deve far ricorso a tutta la sua esperienza ed abilità per venire a capo del caso o addirittura per non restarne vittima. Uno dei migliori romanzi degli ultimi tempi interamente ispirato a Camilleri dalla sua fertile fantasia piuttosto che, come avviene solitamente, da fatti cronaca realmente accaduti. Chissà, forse è proprio da questo particolare che questo episodio di Montalbano trae la sua forza narrativa. 
Il gioco degli specchi del titolo si riferisce a ciò che sembra ma non è o a ciò che si vuole far sembrare per nascondere la verità. Una chiave di lettura che non vale solo per questa avventura del commissario di Camilleri, ma è una regola di vita nella società contemporanea, pubblica e privata, ormai consolidata. E quasi sempre in senso negativo.

I primi "specchi" disseminati nel tentativo di trarre in inganno Montalbano sono due bumme (bombe) che non si capisce chi debbano colpire o avvertire. Anzi, per dirla meglio, che sembrano colpire qualcuno quando invece hanno per bersaglio qualcun altro.  Anche i personaggi sono essi stessi specchi riflettenti realtà celate o occultate ad arte. Come la dark lady Liliana, fimmina beddra assai, che tenta in tutti i modi di sedurre il commissario. A ben vedere nessuno o quasi nessuno dei protagonisti di questo romanzo sono del tutto veri o si rivelano nella realtà essere ciò che sembrano in apparenza. Gli unici punti fermi su cui fare pieno affidamento (sia per il commissario che per noi lettori) sono invece i compagni di viaggio abituali di Montalbano, da Fazio che si conferma sempre più braccio destro, sicuro e affidabile, a Catarella o Augello, quasi una macchietta il primo e latin lover consacrato il secondo.

Fazio e Montalbano nella versione televisiva
Apparizioni solo telefoniche e sporadiche quelle di Livia, fidanzata storica di Montalbano, che sembra in una fase declinante e di secondo piano. A parte qualche rituale azzuffatina, sembra essere relegata ad un ruolo al momento secondario. Francamente non me dispiaccio più di tanto. Ricompare fugace "Montalbano due", dopo che sembrava fosse stato accantonato da Camilleri. E con l'alter ego ritorna prepotente il tema del tempo e della vecchiaia che "Montalbano uno" sembra accusare ogni volta di più. E il carico da undici ce lo mette il medico legale Pasquano, che non perde occasione di girare il coltello nella piaga. Ma con indiscussa simpatia.

In una lunga intervista rilasciata in una delle ultime puntate della stagione appena conclusa di Che tempo che fa di Fazio (Fabio, il conduttore televisivo di Rai Tre, non il personaggio-poliziotto) Andrea Camilleri parla di se stesso a tutto tondo, spaziando su vari argomenti con grande schiettezza. Una bellissima intervista che per certi versi ripercorre anche la storia e la vita di Camilleri, dai suoi esordi prima come giovanissimo poeta, alla sua consacrazione come scrittore in età avanzata. Camilleri si rivela un personaggio vero, di grande spessore, arguto e mai banale o prevedibile. Un'intervista che è possibile vedere qui: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-accc8ab6-212c-4162-a8a6-d7a6c5381aab-ctcf.html#p=0
Buona visione.


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