mercoledì 4 dicembre 2013

Primarie PD. Errare humanum est, perseverare diabolicum.

L’AMACA del 01/12/2013 (Michele Serra).

Tre italiani civili, riflessivi, dotati di spirito pubblico e quasi giovani. Ci si domanda se il Pd meriti tre candidati di questo livello: paiono in lizza per le primarie “a sua insaputa”, avendo quel partito fatto di tutto per deludere o sfiancare i suoi elettori. Dall’agguato fellone contro Romano Prodi alla tragica campagna elettorale che lo ha preceduto, dal tartufismo necessario per reggere le “larghe intese” ai ripugnanti mercatini di tessere, dall’incapacità di pronunciarsi con chiarezza su ogni rilevante questione etica alla subalternità ventennale a Berlusconi, ogni elettore di sinistra ha accumulato, nei confronti del Pd, tali e tante ragioni di delusione da considerarlo ormai una palla persa, un investimento sbagliato, una falsa pista. Quanto basta per decidere di non andare a votare alle primarie.
Poi vedi quei tre in tivù, una breve rappresentazione della politica come decente fatica collettiva e non come arraffo furbastro e/o rissa tra mediocri, e senti vacillare la tua ferma decisione di chiamarti fuori. Forse a sinistra non tutto è perduto, o forse mi hanno fregato ancora una volta (la centesima?), ma è probabile che tra una settimana ci si rimetta in coda, poveri illusi, in parecchi.
Da La Repubblica del 01/12/2013

No, questa volta non parteciperò alle primarie. Già era stato un atto di coraggio in occasione delle ultime elezioni. Ma questa volta no. Proprio per i motivi ben espressi da Michele Serra nell'Amaca qui sopra. Errare humanum est, perseverare diabolicum.

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