martedì 29 ottobre 2013

Halloween, solo consumismo


Rassegnamoci. Fino alla fine del mese televisioni, radio e giornali ci tempesteranno con messaggi di ogni tipo riferiti ad Halloween. Ogni anno, alla fine di ottobre, è così da quando abbiamo cominciato a sostituire le nostre festività tradizionali con quelle estere. Dove per festività intendo anche abitudini e stili di vita, ricomprendendo tutto ciò che gira intorno -direttamente o indirettamente- ad una festività. Ci adeguiamo alla cultura ormai dominante di origine anglofona propagandata dai mass media. Ma è solo consumismo. Solo pubblicità per  organizzare feste in discoteca, per vendere maschere e costumi avanzati dal Carnevale, per smerciare qualche zucca di plastica col sorriso sdentato.
Succubi culturalmente e sudditi psicologicamente. La disgregazione della cultura e delle tradizioni tipicamente italiane ci porta non ad affiancare altre festività o credenze (più che legittimo!), ma a sostituirle o contrapporle con esse. Quasi che non possano convivere, ma debbano necessariamente lottare tra loro. Anche questo è un costume tipicamente italiano. Dividersi in due partiti, pro o contro, su tutto. In politica come sulle feste popolari.
Ne ho avuto la prova pubblicando un post sull'argomento sulla mia pagina facebook. Le risposte a commento sono state principalmente riconducibili ad un concetto base: "da duemila anni subiamo le festività natalizie, dunque ben vengano altri tipi di feste come Halloween". Alcuni esempi: 
  • "Sono 39 anni che devo sorbirmi feste tradizionali cattoliche pur essendo ateo, quindi sorbirmene una che, per lo meno, è celtica/pagana non mi dispiace". 
  • "Mi sono sorbito il natale per una vita, e non ditemi che è la festività per celebrare la nascita di Gesù che, secondo le scritture, è nato a marzo al passaggio della cometa Halley e non il 25 dicembre (che è la data di nascita di San Nicola, quindi Santa Klaus, quindi babbo Natale). Preferisco una sana festività pagana ad una pagana spacciata per religiosa".
Peccato che del retroterra culturale di Halloween a nessuno importi nulla e nessuno ne sappia nulla. Sfido chiunque a saper dire come e da cosa nasca la festività di Halloween, del perché sia accostata a streghe o diavoli, da cosa nasca il tipico dolcetto-scherzetto che manda tutti i brodo di giuggiole (non barate cercando la risposta su Wikipedia...). Non sappiamo cosa o perchè, ma lo festeggiamo come contrapposizione liberatoria (!) al Natale. Perchè? Boh. Probabilmente perchè l'erba del vicino è sempre più verde...

In sintesi. Halloween avrà pure un perché dal punto di vista culturale e tradizionale degli anglosassoni. Noi italiani però ne raccogliamo solo parte affaristica e di facciata. Ognuno la pensi come vuole, ma a me spiace constatare che siamo letteralmente colonizzati per scopi commerciali. E non solo. Ne siamo anche felici ed entusiasti. Quanto all'ateismo, mi sta benissimo che gli atei non osservino la tradizione cristiana, ma perché poi abbracciare una festa che si rifà a divinità pagane? Dio cristiano o divinità pagane, per un ateo che differenza fa? O "ateo" significa essenzialmente anti cristiano?

1 commento:

Enrico Daniele ha detto...

Magari fosse solo commercializzazione.E' una forma di educazione all'occulto non importa se inconsapevole (come tre quarti della popolazione che la subisce). Credono tutti sia una festicciola innocente per bambini ma per i satanisti è il tempo dell' evocazione dello spirito della morte(a questo servivano le "filastrocche", accompagnate da sacrifici umani e non sto parlando solo dell'epoca medievale. Molti degli oggetti venduti nei negozi rievocano quelli usati nelle pratiche di stregoneria...La gente non si accorge ma come con la pubblicità, la mente viene addomesticata piano piano al culto dell'esoterismo
Dietro la forma apparente di mode o tradizioni americane c'è l'"Altro" che lavora instancabilmente per diffondere il "Buio" e catturare l'Anima.