mercoledì 16 ottobre 2013

Brunetta, l'antipatico livoroso

L'abbiamo visto tutti in tv lo scontro tra Brunetta e Fazio, o almeno l'hanno visto i milioni di affezionati telespettatori che seguono il programma di Rai 3 "Che tempo che fa".
L'illustre onorevole professor Renato Brunetta ha sovvertito il bon ton codificato della trasmissione attaccando a testa bassa (...e come se no?) il conduttore Fabio Fazio. L'accusa è quella di ricevere un compenso elevato per la sua attività in Rai (festival di Sanremo compreso). Oltre 5 milioni in quattro anni, quindi circa 1,4 mln all'anno. La replica di Fazio (faticosa, perchè il Brunetta da politco navigato stava ovviamente sulla voce al suo interlocutore dopo aver lanciato l'accusa non lasciandolo parlare) è stata semplice: "non confermo la cifrà perchè contrattualmente ho l'obbligo di non parlarne, ma dico che quei soldi sono interamente pagati dai proventi pubblicitari delle mie trasmissioni e non gravano sulla Rai". Questo è quanto. Qui il video dello scontro verbale:
http://video.corriere.it/brunetta-fazio-scontro-stipendi-rai/caa6d7dc-3443-11e3-8576-cc4920727ef2

Qualche considerazione sul caso che sta appassionando un po' tutti e domina le cronache dei media e del web.
Primo. L'antipatia livorosa, supponente e arrogante dell'esimio professor onorevole Renato Brunetta è tale da portare a prendere le parti di chiunque sia il bersaglio dei suoi attacchi.
Secondo. I milioni di euro dati a Fazio sono davvero tanti e il primo sentimento che suscitano in me è l'invidia, a cui segue l'incredulità che si possa guadagnare così tanto per fare il presentatore in tv. Poi con calma subentra la valutazione che forse non è proprio nè facile nè semplice barcamenarsi ogni giorno tra politici, nani e ballerine. Soprattutto i nani e politci...
Terzo. Se è vero, e non ho motivo di non crederlo, che la raccolta pubblicitaria paga lo stipendio a Fazio e che quindi il suo compenso non grava sulla Rai (e quindi sui contribuenti) buon per lui, Fazio e buon per noi, contribuenti. Il programma Che tempo che fa è uno dei migliori che si vedono in televisione e se la sua realizzazione non grava sulla Rai tanto meglio. Magari fosse sempre così per il resto della produzione televisiva, ahimè certamente non allo stesso livello. Anzi.
Quarto. Perchè Brunetta si prende la briga di sputtanare pubblicamente Fazio? Per invidia, secondo me. Per poter sfogare la rabbia dovuta all'incapacità della destra politica italiana di esprimere, nel campo dello spettacolo, un equivalente personaggio e una equivalente trasmissione televisiva che faccia da contraltare a Che tempo che fa e a Fazio. Finora ogni tentativo di allestire un programma sia di informazione politica che di quasi-intrattenimento gradito al centro-destra è miseramente naufragato e fallito. Il motivo è semplice. Non c'è cultura, non ci sono personaggi, non c'è attitudine nè artistica, nè giornalistica per imbastire un qualcosa di simile. Basti vedere i miseri risultati sia in termine qualitativi che si audience raccolti finora da tristi personaggi come Giuseppe Cruciani su Rete 4 imploso vergognosamente su se stesso dopo il pollaio volgare e insultante di Radio Belva (a dispetto del nome è andato in onda in tv). Non ha superato la prima puntata. Per non parlare di Pierluigi Paragone, giornalista inizialmente in area Lega e poi chissà cosa, che da Rai 2 tentava di scimmiottare i tv talk di maggior successo delle reti concorrenti. E così via per tentativi ancor più insignificanti di tv di destra.
Il livore di Brunetta contro Fazio è lo stesso che si scatena contro Benigni, la Litizzetto o chiunque altro non risulti gradito. Nel calderone ci è finito anche il bravissimo Maurizio Crozza in procinto di debuttare su Rai 1 la prossima stagione. Progetto chiuso dopo le polemiche scatenate da Brunetta. Il grimaldello è sempre lo stesso. I compensi. Fazio, Benigni, Crozza non sono attaccabili dal punto di vista professionale per la loro bravura e/o competenza? E allora si cambia strategia e si punta sui soldi, dove è facile scaldare gli animi del populismo di propaganda (Grillo ci si è buttato a pesce, ovviamente....). Ed è esattamente quello che succede in questi giorni con la vicenda Fazio.

Bello schifo.

2 commenti:

GiggBocchino ha detto...

Angelo sono d'accordo su quasi tutto, ma non sul "buon per lui e buon per noi".
Il fatto cha la trasmissione di Fazio sia interamente pagata dalla pubblicità non è sufficiente a far quadrare i conti della Rai. Evidentemente, il margine di utile che trasmissioni come quella di Fazio generano non sono sufficienti a coprire i costi dell'azienda, che anche quest'anno chiude in grossa perdita. Ergo, da qualche parte bisogna intervenire. Evidentemente anche sugli stipendi di chi si ripaga interamente la trasmissione, visto che l'azienda è un unicum, o così dovrebbe essere, e non una somma di programmi.

attendo una tua risposta.

Giggi

"Angelo56" ha detto...

Giggi, se le trasmissioni di punta e i personaggi di punta si ripagano da sé è un ottimo risultato sotto ogni aspetto, compreso quello economico. E' quindi evidente che non sono queste trasmissioni e questi personaggi a determinare il deficit della Rai, quanto piuttosto una cattiva amministrazione degli affari correnti, della gestione del personale, dell'amministrazione ordinaria, ecc. Non è un mistero che la Rai sia infarcita di amici degli amici e parenti, fidanzate e cognati di chiunque abbia un minimo di potere o qualche conoscenza influente. Un posto in Rai non si rifiuta a nessuno, a patto di avere le conoscenze giuste e la giusta tessera di partito. E così vale anche per i contratti di collaborazione professionale elargiti con superficialità e generosità agli stessi amici e parenti dei soliti noti. In altre parole non è Fazio o "Che tempo che fa" che impediscono alla Rai di chiudere un bilancio in maniera dignitosa, quanto la Rai stessa o -meglio- la dispotica ingerenza di politici che se la sono divisa e smembrata per i propri porci comodi.

Angelo