martedì 24 gennaio 2012

Razzismo "alla tedesca" sul naufragio Concordia

Mano sul cuore e con la massima sincerità. Ma vi sorprendereste tanto se a questo punto della vicenda del naufragio della Costa Concordia non saltasse fuori il solito imbecille razzista tedesco che non perde occasione per spargere fango sugli italiani e sull'Italia? La tragedia del transatlantico Concordia di Costa Crociere offre un'occasione d'oro a quella frangia ottusa e idiota della stampa tedesca, nella fattispecie Spiegel on line, che coglie al volo l'occasione offerta su un piatto d'argento per sputare veleno razzista. A dimostrazione che i fantasmi del passato nazista aleggiano sempre imperterriti sui cieli di Berlino e che qualche pennivendolo disposto a sciacquarsi la bocca con gli italiani lo si trova sempre.
Ecco, in buona sintesi, le considerazioni del giornalista dello Spiegel, tale Jan Fleischhauer, non raro esempio di presuntuosa imbecillità teutonica (sunto e traduzione da La Repubblica online di oggi):

"Mano sul cuore, ma vi sorprendete che il capitano fosse un italiano? Vi potete immaginare che manovre del genere e poi l'abbandono della nave vengano decise da un capitano tedesco o britannico?". Fleischhauer continua: "Conosciamo tipi del genere dalle vacanze al mare, maschi bravi con grandi gesti, capaci di parlare con le dita e con le mani, in principio gente incapace di fare del male, ma bisognerebbe tenerli lontani da macchinari pesanti e sensibili, come si vede. 'Bella figura', è lo sport popolare di massa italiano, cioè impressionare gli altri, anche Schettino voleva fare bella figura, purtroppo ha trovato uno scoglio sulla sua strada".

Non è finita: l'editorialista di Spiegel online riconosce di aver scritto frasi politicamente scorrette, basate su stereotipi, sul razzismo, "sebbene -aggiunge però- non sia chiaro in che misura gli italiani siano una razza". Il carattere nazionale, continua Fleischhauer  carezzando forse involontariamente idee di passati regimi, è qualcosa di simile alla differenza di comportamento provocata dalla differenza tra i due sessi. E ancora: le nazioni sono diverse, per motivi climatici, e anche le lingue hanno il loro ruolo. Diciamo la verità, argomentazioni del genere non starebbero bene in bocca al nazista Joseph Goebbels? L'editorialista di Spiegel online ce lo spiega chiaro: "Quel che può succedere quando per motivi politici si ignora la psicologia dei popoli, ce lo mostra la crisi della valuta". Insomma un gran minestrone in cui ogni ingrediente è buono per gettare fango sugli italiani.
Jan Fleischhauer
Peccato che herr Fleischhauer si dimentichi o finga di dimenticarsi che la riunificazione tedesca fu finanziata dal resto d'Europa, perché i costi del risanamento della Germania Est in bancarotta erano stratosferici e la Germania occidentale da sola non ce l'avrebbe mai fatta. Peccato anche che non menzioni il dopoguerra: la Germania ovest risorse dalle rovine in cui la guerra iniziata da Hitler l'aveva ridotta perché gli Stati Uniti d'America e il Regno Unito spesero miliardi e miliardi col Piano Marshall per la sua ricostruzione materiale, industriale ed economica. Come a dire che l'intreccio della storia delle nazioni e dei popoli è talmente intricato e interconnesso che non è legittimamente possibile fare assurdi distinguo tra buoni e cattivi, tra razze elette e razze inferiori, tra popoli e paesi. A meno di non usare una chiave di lettura preconcettualmente razzista, come purtroppo è evidente nel caso dello Spiegel.
Ma, si sa, la memoria storica è labile ed evanescente, specie quando a parlare è il linguaggio del razzismo intollerante e dei pregiudizi.
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Nota aggiunta a posteriori: ho ricevuto, ma non pubblicato, molti commenti furibondi sull'argomento di questo post. Non li ho pubblicati perchè cadevano nello stesso fatale errore dello Spiegel: generalizzavano in maniera assolutamente gratuita associando l'infelice articolo del giornalista a tutto il popolo tedesco. E' il solito ritornello: il comandante  che fa naufragio e abbandona la nave è italiano e dunque tutti gli italiani sono inetti e codardi come lui; il giornalista tedesco scrive corbellerie e dunque tutti i tedeschi sono razzisti. No, non ci sto. Questi commenti non sono accettabili e ammissibili e dunque non li pubblico. Astenetevi dal postarne di simili, grazie.

6 commenti. Scrivi il tuo!:

Anonimo ha detto...

Purtroppo anche la Germania a i suoi fanatici, malati del cancro del razzismo e quindi da ritenersi solo dei poveri esseri privi di intelletto da emarginare come appestati.Carlo

luciana ha detto...

Beh, se vogliamo rinfacciarci a vicenda i difetti dei popoli e visto che una certa stampa tedesca dice che in Germania una tragedia come quella del Giglio non sarebbe mai successa (ci si chiede tra l'altro dove potrebbero navigare le navi da crociera in Germania), potremmo ribattere che ciò' che é successo in Germania durante l'ultima guerra non é mai successo in Italia.

Il mio consiglio é quindi: "chi non ha mai peccato scagli la prima pietra" (mi sembra che qualcuno di famoso l'abbia detto prima di me)

Luciana

Anonimo ha detto...

Sono cose che danno fastidio, ma francamente a me pare l'articolo abbia detto la pura sacrosanta verità. L'Italia è maestra per porgere su un piatto d'argento ossasioni per essere denigrata. La ns. figura all'estero è pessima, complice non solo i ns. cronici difetti, ma recentemente anche un ex leader politico che si è coperto, e ci ha fatto coprire, di ridicolo. La Germania è la nazione che ha avuto più vittime sulla Concordia, e responsabile è stato il comportamento inaudito di un comandante che ha voluto fare una bravata. Quale reazione ci potevamo aspettare? Tra l'altro, tanto per parlare di razzismo, al comandante stesso sono piovute lettere di insulti dagli italiani stessi, soprattutto del nord, gli "terrone incapace" si sono sprecati. Il razzismo ce l'abbiamo in casa, in primis. Poi io direi che la storia del nazismo, gli stermini che si rinfacciano alla Germania, pur essendo una vergogna da tener sempre presente come monito per le generazioni future, è pur sempre il passato, ovvero errori commessi da una generazione che probabiulmente, si spera, nulla ha a che vedere con quella di oggi. Insomma l'attualità è una cosa, il passato un'altra. E' vero che a tutti puzza essere additati da altri, ma noi Italiani dovremmo fare ammenda e pensare a migliorarci. Ma ahimè va invece semprte più di male in peggio.

"Angelo56" ha detto...

E' vero, il razzismo è ovunque, in Italia e nel mondo. Dare del "terrone" a qualcuno non è meno razzista che dire "italiano" con valore di insulto da parte del giornalista tedesco. E' vero, il nazismo è storia passata, ma il giornalista parla di "razza italiana" quasi additandola come causa genetica del naufragio. Ce ne corre in termini di differenza...
Che poi si venga a scoprire che (pare) la consuetudine dell' inchino fosse prassi abitualmente sostenuta dalla stessa compagnia armatrice per fini pubblicitari piuttosto che un'arbitraria esibizione del Comandante Schettino,complica le cose e indebolisce ancora di più la tesi razzista del giornalista tedesco, perchè la Costa è di proprietà americana e non italiana. Ma questo al giornalista Fleischauer deve essere sembrato un dettaglio da poco. L'importante era gettare fango sugli italiani. Questo, per conto mio, è solo razzismo.

Anonimo ha detto...

Il popolo italiano è un grande popolo, non è inferiore a nessun'altro, anzi. Quante cose ci invidiano o ci copiano? Storia, moda, tecnologia, arte, e chi più ne ha più ne metta...
Purtroppo però è costituito da grandi individualisti, nel senso che tutti si credono furbi mentre in realtà sono dei fessi, perchè il danno della loro furbizia si ripercuote poi sulla comunità, di conseguenza anche su loro stessi. Io identifico in questo la tipica "razza italiana".
In ogni caso, ahimè, ai tedeschi non possiamo dar addosso perchè, dobbiamo ammetterlo, hanno una mentalità razionale e responsabile che difficilmente è attaccabile. Pure Sallusti, nel difenderci, è in grossa difficoltà... non può far altro che tirare in ballo i "soliti" nazismo e stermini. Cose gravissime, certamente, ma avvenute 70 anni fa, quando la maggior parte dei tedeschi di oggi dovevano, probabilmente, ancora nascere.
http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/12/01/27/sallusti-derspiegel-schettino-auschwitz.html

Anonimo ha detto...

alla stupidità umana non vi è mai limite, non è giusto e corretto paragonare il comportamento di un singolo a quello di un popolo; questo signore, se così si può definire (ma credo di no) perché non ha parlato dei soccorritori che si sono calati nella nave per cercare dispersi nella stessa notte del naufragio ? o dell'ufficiale che con una gamba rotta ha aiutato molta gente ??? purtroppo il superficiale di turno c'è sempre, queste sono tragedie immani..che dovrebbero insegnare, e non far piovere giudizi!!! (da uno che poi viene da un popolo che di giudizi ne può proprio dare pochi!!!)