giovedì 29 dicembre 2011

Signorini Alfonso, re della spazzatura mediatica

Ci sono delle persone che suscitano antipatia in modo viscerale e istintivo, prima ancora di sentirle parlare. Alfonso Signorini è una di queste. Intanto per il suo modo di porgersi agli altri, così falsamente melenso e sdolcinato, così mieloso nei toni e nei gesti. Signorini sembra che miagoli quando parla e riversa con il tono della voce sugli ascoltatori tanto miele e tanto zucchero. Ma falsi, perchè Signorini è un cinico che campa sugli altri e alle spalle degli altri. E' il re del gossip, una specie di pornografo che spia dal buco della serratura la vita degli altri, naturalmente V.I.P., e ne scrive sui due giornali che dirige. Due testate, sì. Caso più unico che raro di direttore di due riviste, TV Sorrisi e canzoni e Chi. Entrambe due riviste del nulla, del vuoto pneumatico, del pettegolezzo, della chiacchiera in carta patinata, delle vere o presunte cornificazioni dei personaggi pubblici strillate ai quattro venti, dei falsi miti dei tempi di oggi. Non saprei indicare nulla di peggio nella mia scala di valori riferita ad un giornalista. Ma è il principe del gossip, incoronato da una serie di luoghi comuni e dalle vendite dei suoi giornali. Giornali, come si suol dire, da parrucchiere o da barbiere, perchè sono tipicamente quelli che si trovano in quegli esercizi commerciali. Pare che non si possa leggere altro aspettando di farsi i capelli o la messa in piega. Solo porcherie di vario tipo e pettegolezzi.
Ma questo impero del nulla in realtà ha un suo peso e una sua rilevanza. Un articolo o più articoli su un determinato personaggio possono farne la fortuna e o la rovina. Essendo testate giornalistiche del gruppo Mondadori e dunque nella sfera di influenza di Berlusconi, Signorini è a tutti gli effetti il "braccio armato" del berlusconismo più puro. La versione settimanale gossipara dei quotidiani Il Giornale e  Libero. Esiste un ciclo di produzione continuo che lavora a pieno regime. Dai programmi televisivi Mediaset, alla carta stampata. Dal produttore al consumatore in un processo di beatificazione e santificazione che porta degli illustri sconosciuti, assolutamente inetti e vuoti con niente da dire (tipici i personaggi del Grande Fratello e altro ciarpame simile), al clamore delle cronache mondane. Un circolo vizioso e autoreferenziale per fabbricare falsi miti e mostri mediatici con la caratteristica comune di sfruttare la benevolenza della gente credulona e la sua capacità di bersi come una spezia prelibata qualunque imbecillità venga proposta in formato patinato e rutilante di culi, tette e bicipiti ben in vista. Ma il Signorini non è il solo a prendere parte al circo mediatico.
Di questa macchina perversa fanno parte altri miseri personaggi dello stampo delle Barbare D'urso & Co.
Non contento del potere acquisito sulla carta stampata, Signorini è sbarcato anche in tv. Dapprima come opinionista (!) al Grande Fratello dove, con un lezioso ventaglio in mano, dispensa giudizi e sentenze a piene mani assiso su una specie di trono verso cui si genuflettono a turno tutti i protagonisti del baraccone (non a caso anche il GF non è altro che una enorme spiata dal buco della serratura al pari dei giornali di gossip che dirige Signorini); poi addirittura come conduttore di un programma tutto suo dove fa da mattatore e prima donna (Kalispera). Il trionfo del kitsch, anche in questo caso come marchio di fabbrica, "in formato patinato e rutilante di culi, tette e bicipiti ben in vista". Quali siano le doti da uomo di spettacolo di Signorini sono un mistero, ma questi sono formalismi e dettagli di secondo piano. L'importante è esserci e pestare bene i piedi per farsi vedere e sentire. Non a caso nel suo programma hanno avuto spazio personaggi come Ruby al tempo dello scandalo delle escort di Berlusconi. Uno spazio per fare cassa di risonanza di contorno ai già possenti tromboni di casa Mediaset. Una bottarella in più non fa mai male... I fenomeni da baraccone del carrozzone berlusconiano sono sempre al lavoro, instancabilmente per sfornare sogni a buon mercato e alimentare con nuova benzina il motore dello spettacolo ammazza-realtà.

Ma il vento sta cambiando. Kalispera che nella scorsa stagione aveva raccolto buoni ascolti (non importa la qualità, ciò che conta è lo share, cioè la quantità di spettatori!), quest'anno si sta rivelando un clamoroso flop. Una caduta verticale di pubblico che va di pari passo con la caduta del Grande Fratello, altra grande fabbrica mistificatrice di sogni a buon mercato. Ma se questi sono davvero i segnali del vento che cambia col tramontare del berlusconismo più becero, speriamo che arrivi presto un tornado a spazzare via tutta questa massa di cialtroni, re e regine del gossip che hanno rovinato intere generazioni di giovani italiani inculcando loro, in ogni modo, il mito della ricerca del successo ad ogni costo.

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