Il 21 dicembre prossimo, secondo una predizione ricavata dal computo del calendario maya, si dovrebbe verificare un evento radicale di proporzioni planetarie. Di cosa si tratta? Alcuni parlano di una trasformazione spirituale dell'umanità mai avvenuta, altri evocano gli scenari dell'Apocalisse, altri ancora trovano nessi con la scomparsa della mitica Atlantide e vedono segni lasciati dagli Egizi oltre che dalla civiltà precolombiana. Qualcosa accadrà, ma non si sa di quale natura. Il solito asteroide che arriva dallo spazio profondo? Il terremoto della faglia di San Francisco in California? Un nuovo diluvio universale? La fantasia si può sbizzarrire a piacimento. Ma non basta. Questa cosa va avanti da tempo: tra gli episodi della serie/mito televisiva di fantascienza X-Files si narra che il 22-12-2012, giorno successivo alla fatidica data, degli alieni invaderanno la Terra. Insomma c'è proprio di tutto.
La presunta annunciata fine del mondo ha colpito anche i creativi pubblicitari; ricordo uno spot della Fiat in cui la voce di Piero Chiambretti, nella veste di testimonial del marchio, recitava che le rate della nuova Panda le avrebbe pagate a cominciare proprio dal 21 dicembre del 2012. Intanto, però, l'invito era quello di acquistare da subito la macchina e godersela... tanto poi la fine del mondo avrebbe pagato tutte le rate in un sol colpo.
Se volete documentarvi sulle bufale che si raccontano sull'argomento cliccate qui: http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2012/01/04/foto/2012_sei_bufale_sulla_fine_del_mondo-774874/1/
Ma alla base di tutto questo gran parlare di fine del mondo mi sembra di poter scorgere una malcelata voglia di fare piazza pulita. Una bella tabula rasa della nostra corrotta e iniqua civiltà e ricominciare daccapo. Vi ricordate quel vecchio gioco da tavolo chiamato "Gioco dell'oca"? Capitava, lanciando i dadi, di arrivare nella casella "ritorna al via", con grande scorno del giocatore malcapitato.
Inconscia o apertamente dichiarata, questa voglia di voltare pagina è quasi palpabile, altrimenti non si spiegherebbe perchè questa smania di fine del mondo. In effetti di motivi per piantarla qui con questo mondo ce ne sarebbero in quantità. Esempi a bizzeffe... In questi giorni natalizi, in cui impera e trionfa la retorica della bontà, abbiamo visto morti a decine e centinaia, dilaniati da bombe e attentati. Come sempre, tanto ormai non ci facciamo quasi più caso. Questa volta ci hanno colpito per il fatto che le vittime fossero cristiani alla messa di Natale o civili che protestavano contro il regime siriano. O perchè si trattava di bombe contro la popolazione irakena, il giorno dopo la partenza delle truppe americane (ovvero: una guerra inutile...). Storie di ordinaria follia, all'ordine del giorno nella nostra civiltà giunta a qualche millennio di sviluppo. Sviluppo? Con i morti ammazzati e dilaniati per strada e due terzi dell'umanità che muore di fame si può davvero ragionevolmente parlare di sviluppo e di civiltà? Ma non sarà che il prossimo dicembre ci meriteremmo per davvero la fine del mondo? Chi vivrà, vedrà...
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